Con la risposta interpello 7.10.2019 n. 394, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alle modalità di assolvimento degli obblighi di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi relativamente a due tipologie di operazioni:
– quelle per quali il pagamento avviene mediante buoni pasto;
– quelle di rivendita dei biglietti di trasporto.
Nel primo caso, viene chiarito che gli importi dei ticket restaurant devono essere ricompresi nell’ammontare complessivo dei corrispettivi trasmessi all’Agenzia delle Entrate ai sensi dell’art. 2 co. 1 del DLgs. 127/2015, anche se gli stessi saranno poi oggetto di fatturazione. Resta fermo, però, il principio secondo il quale è soltanto con il pagamento del controvalore dei ticket, o con l’emissione della fattura, se antecedente il pagamento, che si realizza l’esigibilità dell’IVA e la rilevanza del ricavo ai fini delle imposte sui redditi. Pertanto, l’Amministrazione finanziaria terrà conto di tale principio in caso di disallineamenti tra i dati trasmessi e i risultati delle liquidazioni periodiche.
Con riguardo alla rivendita di biglietti e abbonamenti per autobus, l’Agenzia precisa che gli esercenti non sono tenuti emettere il documento commerciale all’atto della cessione, in quanto ai rivenditori spetta il solo aggio, che deve essere documentato separatamente mediante fattura. I registratori telematici, perciò, non sono dotati di una funzione specifica per la memorizzazione di tali importi.

Fonte: Risposta interpello Agenzia delle Entrate 7.10.2019 n. 394 – Il Quotidiano del Commercialista del 8.10.2019 – “Importi dei ticket restaurant nel totale dei corrispettivi da inviare” – Cosentino

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