Qualora il giudizio di affidabilità fiscale comporti un voto minore o uguale a 6, l’Agenzia delle Entrate tiene conto di tale dato per la formazione delle liste dei contribuenti “a rischio”, da incrociare con i dati presenti nell’Archivio dei rapporti finanziari.
Da tale risultato può scaturire la motivazione dell’autorizzazione all’indagine finanziaria, con possibili profili di violazione del diritto comunitario.
La Corte EDU afferma che i dati bancari fanno parte della vita privata di cui all’art. 8 CEDU, tutelabile mediante il diritto di sottoporre all’esame di un giudice il provvedimento di autorizzazione all’accesso, il quale deve essere conforme alla legge e motivato in ordine agli indizi di violazione della medesima, per garantire la proporzione tra il sacrificio della riservatezza e il rilievo delle violazioni (Caso M.N. et Alii v. San Marino del 7.7.2015 e caso Sommer v. Germania del 27.4.2017).

Fonte: Il Quotidiano del Commercialista del 18.10.2019 – “Privacy sempre più a rischio con ISA e indagini finanziarie” – Calzolari

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