La C.T. Reg. Torino 14.5.2019 n. 637/4/19 ha dichiarato non imponibile la dismissione da parte di una società semplice di un cospicuo numero di auto da collezione, acquistate nel corso degli anni dal socio-capofamiglia ed attualmente deceduto.
Per i proventi conseguiti, quindi, non si considera applicabile l’art. 67 co. 1 lett. i) del TUIR che prevede l’imponibilità dei redditi da attività commerciale non esercitata abitualmente, in quanto rientranti tra i redditi diversi.
Valorizzando il comportamento in concreto tenuto dalla società, i Giudici ritengono che questa operazione sia qualificabile come uno smobilizzo patrimoniale privo di “accentuazioni speculative” e non corrispondente nemmeno a canoni di un’appropriata attività commerciale, tenuto conto che una più ponderata e al contempo aggressiva strategia di vendita avrebbe verosimilmente assicurato ricavati ben più consistenti.
Non viene, comunque, esclusa la possibilità che la società possa porre in essere, ancorché occasionalmente, un’attività con scopo di lucro. Ne consegue, quindi, la necessità di una valutazione “caso per caso”, che consenta di cogliere – per giustificare l’assoggettamento a tassazione – l’esistenza di un intento speculativo.

Fonte: C.T. Reg. Torino 14.5.2019 n. 637/4/19 – Il Quotidiano del Commercialista del 18.10.2019 – “Valutazione caso per caso sulla tassabilità di proventi da collezionismo” – Giardina

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