L’art. 58 del DL 124/2019 ha modificato, a regime, la misura della prima e della seconda rata degli acconti delle imposte sui redditi e dell’IRAP a beneficio dei contribuenti soggetti agli ISA.
Posto che tale norma enumera espressamente solo l’IRPEF, l’IRES e l’IRAP, ma non le relative addizionali e imposte sostitutive, ci si chiede se la novità si applichi anche a queste ultime, ivi inclusa la cedolare secca ex art. 3 del DLgs. 23/2011.
In senso affermativo depone il rinvio operato dal citato art. 58 all’art. 12-quinquies co. 3 e 4 del DL 34/2019. In forza di tale rimando, al fine di individuare l’ambito applicativo delle nuove misure delle rate degli acconti d’imposta, si ritiene di poter fare riferimento ai chiarimenti di fonte ufficiale resi con riferimento alla proroga dei versamenti disposta dallo stesso art. 12-quinquies.
In particolare, la ris. Agenzia delle Entrate 64/2019 aveva precisato che detta proroga si estendeva, tra l’altro, anche alle imposte sostitutive del regime forfetario (di cui all’art. 1 co. 54 ss. della L. 190/2014), di quello di vantaggio (di cui all’art. 27 co. 1 e 2 del DL 98/2011) e a coloro che adoperano altri criteri forfetari di determinazione del reddito.
Altresì, il fatto di differenziare le percentuali di pagamento degli acconti d’imposta tra soggetti titolari di partita Iva ed i privati cittadini comporta problemi complessi per le software house e pure con riferimento all’art. 53 della Costituzione per i contribuenti che si sono avvalsi del Mod. 730/2019.

Fonte: Art. 58 co. 1 DL 26.10.2019 n. 124 – Risoluzione Agenzia Entrate 28.6.2019 n. 64 – Il Quotidiano del Commercialista del 7.11.2019 – “Secondo acconto d’imposta al 50% con incognita cedolare secca” – Fornero – Negro – News essepigroup.it – S.M.Perego

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