Secondo quanto sancito da Cass. 12.11.2019 n. 29180, l’indennità per la perdita dell’avviamento commerciale (art. 34 co. 1 della L. 392/78) non ha natura corrispettiva, ma rientra tra le somme dovute a titolo di risarcimento del danno, penalità, ritardi o altre irregolarità contrattuali, che non concorrono alla formazione della base imponibile IVA, ai sensi dell’art. 15 del DPR 633/72.
La sentenza si basa, fra l’altro, sulle seguenti motivazioni:
– la prestazione indennitaria del locatore e l’obbligo di rilascio dell’immobile del conduttore non si collocano sul piano del sinallagma contrattuale, in quanto le due obbligazioni sorgono quando il rapporto è già cessato;
– la predetta indennità è finalizzata a compensare il conduttore della perdita dell’avviamento conseguente all’indisponibilità dei locali, nonché a distribuire equitativamente alcune utilità, rimaste in capo al locatore sotto forma di incremento del valore locativo, sul soggetto che ha contribuito a tale incremento, ossia il conduttore.
La pronuncia in esame conferma la precedente giurisprudenza della Corte di Cassazione che si era espressa sul tema (Cass. 29.5.2012 n. 8559 e Cass. 7.6.2006 n. 13345).

Fonte: Cass. 12.11.2019 n. 29180 – Il Quotidiano del Commercialista del 13.11.2019 – “Indennità per perdita dell’avviamento fuori dalla base imponibile IVA” – Gazzera

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