Con riguardo alle eventuali interazioni tra la c.d. direttiva voucher (direttiva 2016/1065/UE) e le disposizioni che regolano altre fattispecie (es. i mezzi di pagamento o gli “utility token”), nel documento Commissione Europea working paper 13.11.2019 n. 983 sono state riportate, fra l’altro, le seguenti riflessioni del Comitato IVA:
– per definire la qualificazione giuridica di alcuni strumenti di pagamento che presentano caratteristiche simili ai buoni-corrispettivo, occorre analizzarne la natura e il funzionamento. Di conseguenza, per esempio, il riscatto di un voucher non rappresenta il pagamento del corrispettivo di un bene o di un servizio, ma l’esercizio di un diritto sorto nel momento in cui il futuro utilizzatore ha versato il controvalore del buono all’emittente o a un terzo;
– gli strumenti che consentono di acquistare beni o servizi all’interno di una o più piattaforme digitali (c.d. “utility token”) possono avere natura di buoni-corrispettivo, anche se ci sono varie argomentazioni che porterebbero ad escludere tale natura.

Fonte: Documento Commissione Europea working paper 13.11.2019 n. 983 – Il Quotidiano del Commercialista del 5.12.2019 – “Utility token e city cards qualificabili come buoni-corrispettivo” – La Grutta

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