Con la circ. 11.12.2019 n. 147, l’INPS ha fornito indicazioni operative in merito alle disposizioni in materia di rivalutazione pensionistica previste dal DM 15.11.2019.
Con particolare riferimento all’indice di rivalutazione definitivo per il 2019, si precisa che, a fronte della variazione percentuale verificata in via definitiva nel 2017 e nel 2018, nella misura di + 1,1%, si conferma l’aumento di perequazione automatica già attribuito per quest’anno alle pensioni in via provvisoria, con l’analoga misura dell’1,1%.
Di conseguenza, evidenzia l’INPS, non si rende necessario alcun conguaglio rispetto a quanto corrisposto nell’anno 2019 e l’importo del trattamento minimo, che viene preso a base anche per l’individuazione dei limiti di riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito, risulta dunque pari a 513,01 euro mensili, ovvero a 292,43 euro per gli assegni vitalizi.
Per quanto concerne invece l’indice di rivalutazione provvisorio per il 2020, l’art. 2 del DM 15.11.2019 stabilisce che la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni è determinata in misura pari a +0,4 dal 1.1.2020.
Pertanto, l’importo (provvisorio) del trattamento minimo per il prossimo anno sale a 515,07 euro mensili (6.695,91 euro annuali), ovvero a 293,60 euro per gli assegni vitalizi (3.816,60 euro annuali).

Fonte: Circolare INPS 11.12.2019 n. 147 – DM 15.11.2019 MEF – Il Quotidiano del Commercialista del 12.12.2019 – “Pronte le nuove rivalutazioni pensionistiche” – Mamone – Il Sole – 24 Ore del 12.12.2019, p. 33 – “Pensioni rivalutate dello 0,4 per cento ma con incognita conguaglio” – Prioschi – Italia Oggi del 12.12.2019, p. 34 – “Due euro in più alle minime” – Comegna

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