Nella risposta interpello 10.2.2020 n. 44, l’Agenzia delle Entrate ha ricordato che il ricorso alla fattura differita può essere esercitato, secondo l’art. 21 co. 4 lett. a) del DPR 633/72, a condizione che, nell’ambito della cessione di beni, la consegna o la spedizione risultino “da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l’operazione” e avente le caratteristiche determinate con DPR 472/96.
Tale disposizione richiede che i documenti in questione contengano l’indicazione della data, le generalità del cedente, quelle del cessionario e dell’eventuale incaricato del trasporto, la descrizione della natura, della qualità e della quantità dei beni oggetto della cessione.
Nella fattura differita potranno essere indicati, “in luogo del dettaglio delle operazioni”, anche soltanto la data e il numero del DDT o di altro documento “idoneo”, a condizione, però, che questi contengano “con precisione” gli elementi obbligatori sopra descritti (si veda anche circ. Agenzia delle Entrate 18/2014).
Non è consentita, invece, l’emissione della fattura differita qualora i documenti che certificano le operazioni intercorse non contengano le generalità del cedente, né la quantità dei beni ceduti (nel caso di specie, carburante). Resta ferma, comunque, l’obbligatorietà di trasmissione della fattura elettronica “immediata” entro dodici giorni dalla data di effettuazione dell’operazione.

Fonte: Risposta interpello Agenzia Entrate 10.2.2020 n. 44 – Il Quotidiano del Commercialista del 11.2.2020 – “Per la fattura differita “documento idoneo” con tutti gli elementi prescritti” – Bilancini

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