L’art. 60 del DL 17.3.2020 n. 18 (c.d. “Cura Italia”) conferma il rinvio al 20.3.2020 di tutti i versamenti fiscali e contributivi scaduti il 16.3.2020.
Per i soggetti che svolgono attività nei settori considerati maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria (si veda, “a titolo indicativo”, l’elenco riportato nella ris. Agenzia delle Entrate 12/2020), l’art. 61 del DL 18/2020 prevede invece la sospensione:
– dal 2.3.2020 al 30.4.2020, dei versamenti delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, di cui agli artt. 23 e 24 del DPR 600/73, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi INAIL;
– dei versamenti IVA in scadenza nel mese di marzo 2020 (es. saldo IVA relativo al 2019 e IVA relativa al mese di febbraio).
Ulteriori differimenti sono previsti per i contribuenti che:
– con riferimento al periodo d’imposta 2019, hanno ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro;
– sono ubicati in determinati territori maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria.
I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione, entro il 31.5.2020, oppure mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di maggio 2020 (per gli enti sportivi che beneficiano della sospensione fino al 31.5.2020, entro giugno 2020).
Occorre porre. Però, attenzione al fatto che l’art. 61 del DL 18/2020 ha previsto che la sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali disposta dall’art. 8 del DL 9/2020, in favore delle prime zone rosse, viene estesa alle imprese che più di tutte hanno subito gli effetti negativi delle misure restrittive adottate dal Governo per limitare la diffusione del virus COVID-19 (si pensi, ad esempio, ai bar, ristoranti, teatri, cinema).
Tuttavia, come anche chiarito dall’INPS con la circ. 37/2020, con cui sono state dettate le istruzioni operative circa la sospensione dei contributi per le prime zone rosse, i contributi trattenuti dal datore di lavoro, o committente, al lavoratore, anche se rientranti nel periodo di sospensione, devono essere versati. In caso contrario, il datore, o il committente, che non procede al versamento di quanto trattenuto rischia il reato di appropriazione indebita.
Questa situazione potrebbe verificarsi in molte aziende, in quanto la sospensione del versamento dei contributi è stata disposta quanto ormai le stesse, o i loro intermediari, hanno elaborato le buste paga, trattenendo la quota dei contributi a carico del lavoratore.

Fonte: DL 18/2020 – Ris. Agenzia delle Entrate 18.3.2020 n. 12 – Il Quotidiano del Commercialista del 19.3.2020 – “Confermata la proroga al 20 marzo per tutti i versamenti” – Negro – Il Sole – 24 Ore del 19.3.2020, p. 24 – “Società sportive, ritenute e contributi sospesi fino a maggio” – Morina – Morina – Italia Oggi del 19.3.2020, p. 29 – “Fisco, il differimento per tutti” – Redazione

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