L’Agenzia delle Entrate ha posto fine, con la FAQ 19.7.2019 n. 110, alla questione relativa all’obbligo di conservazione delle fatture elettroniche ricevute dai forfetari, sottolineando l’importanza del fatto che tali soggetti conservino “in modo analogico” le fatture ricevute, indipendentemente dalla modalità di ricezione delle stesse.
Se, dunque, la ricezione della fattura al proprio indirizzo PEC non comporta, come “ammesso” dalla stessa Agenzia delle Entrate nella FAQ 110/2019, l’obbligo di conservazione elettronica, ad analoghe conclusioni si potrebbe giungere con riferimento al caso in cui il soggetto passivo forfetario decida di visualizzare e acquisire la fattura tramite il servizio di consultazione presente sul portale “Fatture e Corrispettivi”, benché sul punto l’Amministrazione finanziaria non abbia fornito alcun chiarimento.
Il forfetario che decida comunque di aderire, su base volontaria, al servizio di conservazione elettronica dell’Agenzia, dovrà effettuare il caricamento “manuale” di tutte le fatture trasmesse e ricevute a decorrere dall’1.1.2019 sino alla data di adesione, posto che sono prese in carico “automaticamente”, ai fini del processo di conservazione, “le fatture elettroniche …trasmesse e ricevute dal Sistema di Interscambio a partire dal giorno successivo alla data di adesione al servizio” (art. 7 della “Adesione alla Convenzione di servizio per la conservazione delle fatture elettroniche prevista dall’art. 1 del D.Lgs. 127/2015”).

Fonte: AdE FAQ 19.7.2019 n. 110 – Il Quotidiano del Commercialista del 27.11.2019 – “Visualizzare il file fattura non comporta la conservazione per il forfetario” – Bilancini

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