I sostituti d’imposta che hanno corrisposto nel 2019 somme a contribuenti in regime forfetario (L. 190/2014) non devono in ogni caso rilasciare loro e trasmettere all’Agenzia delle Entrate la Certificazione Unica 2020.
Tale obbligo sorge quando sono state erogate somme che, in base alle regole ordinarie, avrebbero dovuto essere assoggettate a ritenuta d’acconto, ma per le quali nessuna ritenuta è stata operata per effetto della specifica disposizione di esonero prevista dal regime forfetario (art. 1 co. 67 della L. 190/2014).
Pertanto, la Certificazione Unica:
– non deve essere rilasciata in relazione ai corrispettivi erogati a soggetti esercenti attività d’impresa, a meno che si tratti di provvigioni o di corrispettivi erogati dal condominio (ordinariamente soggetti a ritenuta ai sensi degli artt. 25-bis e 25-ter del DPR 600/73);
– deve essere sempre rilasciata per le somme costituenti, per il percipiente, redditi di lavoro autonomo professionale (ordinariamente soggette a ritenuta ai sensi dell’art. 25 del DPR 600/73).
In sede di compilazione della CU 2020, a differenza dello scorso anno, occorre distinguere la natura delle somme corrisposte al contribuente forfetario, indicando, al punto 6, il codice 7 – erogazione di altri redditi non soggetti a ritenuta, oppure il codice 8 – erogazione di redditi esenti ovvero di somme che non costituiscono reddito. Ciò potrebbe implicare la compilazione di due moduli di certificazione.

Fonte: Il Quotidiano del Commercialista del 27.2.2020 – “CU ai forfetari solo se il compenso è ordinariamente soggetto a ritenuta” – Negro – Rivetti

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