Visualizza ricerca
 
Ordine e Ricerca
Per autore
Per parole chiave
Cerca

Data Titolo Sezione Autore
30/04/2018 On line le indicazioni operative sulla privacy dal CNDCEC e FNC S.M.Perego
30/04/2018 L’assegnazione agevolata di beni ai soci si dichiara nel quadro RQ del modello REDDITI 2018 S.M.Perego
30/04/2018 Nel quadro E del 730_2018 e nel quadro RP REDDITI PF 2018 i nuovi oneri S.M.Perego
30/04/2018 Entro il 4 luglio 2018 si dichiarano alla CCIAA i proprietari effettivi di Spa e Trust S.M.Perego
02/05/2018 Dall’1.7.2018 fatture elettroniche senza reali semplificazioni S.M.Perego
02/05/2018 Il software Gerico 2018 è on line S.M.Perego
02/05/2018 Da 2 maggio è possibile confermare la precompilata ma CAF e intermediari ancora nel limbo S.M.Perego
02/05/2018 Approvati i coefficienti per il 2018 dei fabbricati di categoria “D” S.M.Perego
22/05/2018 Fatture elettroniche – Novità dal Forum S.M.Perego
03/05/2018 Le spese di vitto e alloggio addebitate ai committenti trovano la deducibilità integrale S.M.Perego

Records 2181 to 2190 of 2397
First Previous Next Last

 

Titolo: Non è sufficiente aderire allo Scudo Fiscale per far valere la residenza estera   Data : 03/10/2016
Non è sufficiente aderire allo Scudo Fiscale per far valere la residenza estera
Secondo la sentenza Cass. 30.9.2016 n. 19484, l'adesione allo scudo fiscale non rappresenta un presupposto sufficiente per stabilire la residenza fittizia del contribuente all'estero.
I giudici rilevano che l'aver inteso regolarizzare le attività estere mediante lo scudo fiscale non determina "per ciò solo, in assenza di una chiara previsione (o di specifica dichiarazione), l'effetto dell'acquisizione, da parte del dichiarante, della residenza in Italia, né quello di privarlo, per una sorta di implicita rinuncia, del diritto alla prova contraria, convertendo la presunzione in certezza; e ciò neppure a voler considerare l'istituto accessibile ai soli residenti, in quanto, in generale, il possesso di un requisito di ammissione si accerta in base alla normativa che lo regola e non in virtù della presentazione della domanda che lo esige".
Al riguardo, si osserva che i criteri per la determinazione della residenza nel territorio dello Stato sono indicati all'art. 2 del TUIR, il quale individua, a tal fine, tre presupposti tra loro alternativi:
- il primo, di carattere formale, rappresenta l'iscrizione nelle anagrafi della popolazione residente per la maggior parte del periodo di imposta;
- gli altri due, di tipo sostanziale, costituiti dal domicilio o dalla residenza nello Stato ai sensi del codice civile.
Il successivo co. 2-bis dell'art. 2 del TUIR, poi, si applica in caso di residenza in quei Paesi che si considerano a fiscalità privilegiata e stabilisce che si considerano altresì residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in detti Stati o territori.
La pronuncia in esame stabilisce un principio che potrebbe essere utilizzato in sede di contradditorio da parte dei contribuente che hanno aderito alla voluntary disclosure.
Al riguardo, infatti, la circ. Agenzia delle Entrate 13.3.2015 n. 10 ha sostenuto che: "la presentazione della richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria internazionale, nel confermare la suddetta presunzione [ossia, quella dell'art. 2 co. 2-bis del TUIR, ndr], consente di considerare l'istanza quale riaffermazione dello status di residente in Italia per i periodi d'imposta interessati dalla procedura".
Tuttavia, tale impostazione non risulterebbe coerente con quanto affermato dalla sentenza in commento.
Fonte: Circolare Agenzia Entrate 13.3.2015 n. 10 - Il Quotidiano del Commercialista del 1.10.2016 - "Con lo scudo fiscale non si prende residenza in Italia" - Sanna
Sezione:   Autore : S.M.Perego