Visualizza ricerca
 
Ordine e Ricerca
Per autore
Per parole chiave
Cerca

Data Titolo Sezione Autore
01/06/2016 Solo i fabbricati accatastati in A/6 e D/10 possono essere considerati rurali S.M.Perego
28/10/2015 Solo l’acquirente paga l’IVA se non si vede riconosciute le agevolazioni prima casa S.M.Perego
10/10/2016 Solo l’importatore č sanzionabile per l’evasione dell’IVA S.M.Perego
10/05/2017 Solo la rinuncia al ricorso salva dalle spese S.M.Perego
15/06/2015 Somme dovute per l’inosservanza della normativa catastale - Versamento mediante il modello F24 S.M.Perego
24/06/2016 Sono indetraibili gli interessi contratti dalla cooperativa edilizia S.M.Perego
30/04/2015 Sono pervenute dall’INPS le istruzioni relative alle iscrizioni ai sindacati S.M.Perego
30/06/2016 Sono sempre detraibili le spese sostenute nel c.d. “mini condominio” S.M.Perego
30/06/2017 Sono soggetti ad IVA il trasporto di beni in esportazione verso soggetti diversi dall'esportatore S.M.Perego
20/10/2015 Soppresso il lavoro a progetto restano i Co.co.co. S.M.Perego

Records 2261 to 2270 of 2397
First Previous Next Last

 

Titolo: Non č sufficiente aderire allo Scudo Fiscale per far valere la residenza estera   Data : 03/10/2016
Non è sufficiente aderire allo Scudo Fiscale per far valere la residenza estera
Secondo la sentenza Cass. 30.9.2016 n. 19484, l'adesione allo scudo fiscale non rappresenta un presupposto sufficiente per stabilire la residenza fittizia del contribuente all'estero.
I giudici rilevano che l'aver inteso regolarizzare le attività estere mediante lo scudo fiscale non determina "per ciò solo, in assenza di una chiara previsione (o di specifica dichiarazione), l'effetto dell'acquisizione, da parte del dichiarante, della residenza in Italia, né quello di privarlo, per una sorta di implicita rinuncia, del diritto alla prova contraria, convertendo la presunzione in certezza; e ciò neppure a voler considerare l'istituto accessibile ai soli residenti, in quanto, in generale, il possesso di un requisito di ammissione si accerta in base alla normativa che lo regola e non in virtù della presentazione della domanda che lo esige".
Al riguardo, si osserva che i criteri per la determinazione della residenza nel territorio dello Stato sono indicati all'art. 2 del TUIR, il quale individua, a tal fine, tre presupposti tra loro alternativi:
- il primo, di carattere formale, rappresenta l'iscrizione nelle anagrafi della popolazione residente per la maggior parte del periodo di imposta;
- gli altri due, di tipo sostanziale, costituiti dal domicilio o dalla residenza nello Stato ai sensi del codice civile.
Il successivo co. 2-bis dell'art. 2 del TUIR, poi, si applica in caso di residenza in quei Paesi che si considerano a fiscalità privilegiata e stabilisce che si considerano altresì residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in detti Stati o territori.
La pronuncia in esame stabilisce un principio che potrebbe essere utilizzato in sede di contradditorio da parte dei contribuente che hanno aderito alla voluntary disclosure.
Al riguardo, infatti, la circ. Agenzia delle Entrate 13.3.2015 n. 10 ha sostenuto che: "la presentazione della richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria internazionale, nel confermare la suddetta presunzione [ossia, quella dell'art. 2 co. 2-bis del TUIR, ndr], consente di considerare l'istanza quale riaffermazione dello status di residente in Italia per i periodi d'imposta interessati dalla procedura".
Tuttavia, tale impostazione non risulterebbe coerente con quanto affermato dalla sentenza in commento.
Fonte: Circolare Agenzia Entrate 13.3.2015 n. 10 - Il Quotidiano del Commercialista del 1.10.2016 - "Con lo scudo fiscale non si prende residenza in Italia" - Sanna
Sezione:   Autore : S.M.Perego