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Data Titolo Sezione Autore
16/07/2015 La cessione di energia elettrica al GSE spa soggetta alla fattura elettronica dal 20.7.2015 S.M.Perego
16/07/2015 Scade oggi il termine di versamento delle imposte e dei contributi risultanti dai modelli UNICO 2015 e IRAP 2015 S.M.Perego
16/07/2015 La Certificazione della prestazione energetica degli edifici (APE) si rinnova nuovamente dal 1.10.2015 S.M.Perego
16/07/2015 La Cassazione interviene sull’omesso Reverse Charge conseguente a un acquisto intracomunitario S.M.Perego
20/07/2015 Un Nuovo aggiornamento di GE.RI.CO al 17 luglio. S.M.Perego
20/07/2015 Finalmente un servizio gratuito per la fatturazione elettronica dal 1.7.2016 S.M.Perego
20/07/2015 Le imposte pagate all’estero vengono riconosciute dalle CTP anche in assenza di dichiarazione S.M.Perego
21/07/2015 Senza speranza di ripensamento la deduzione forfetaria delle spese non documentate per gli autotrasportatori S.M.Perego
21/07/2015 Possibile ricorrere al finanziamento per liquidare il TFR in busta paga S.M.Perego
21/07/2015 Entro il 27.7.2015 la presentazione dei modelli INTRASTAT servizi relativa al secondo trimestre 2015 S.M.Perego

Records 301 to 310 of 2397
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Titolo: I contributi INPS versati alla Gestione Separata erroneamente considerati contributi integrativi   Data : 30/07/2018
I contributi INPS versati alla Gestione Separata erroneamente considerati contributi integrativi
Da un controllo formale della dichiarazione “Unico PF 2016”, l’ufficio territoriale di Parma ha recuperato al contribuente i contributi versati all’INPS con codice tributo P10.
Con questo codice vengono versati esclusivamente i contributi dovuti a seguito dell’iscrizione alla gestione separata da parte di coloro che non sono iscritti ad albi o ordini.
Nei motivi delle rettifiche che hanno determinato la richiesta di pagamento si legge che l’INPS ha comunicato all’Agenzia delle Entrate che tali contributi sono da intendersi quali contributi integrativi.
Ora occorre verificare se effettivamente l’errata interpretazione sia da attribuire all’INPS oppure al funzionario dell’AdE che ha provveduto ad emettere il c.d. “avviso bonario” a seguito del controllo formale (art. 36-ter del DPR 600/73).
La L. 335/95 (art. 2, c. 26) ha previsto l’iscrizione alla Gestione Separata dei liberi professionisti titolari di Partita Iva, così come definiti ai sensi dell’art. 53, c. 1 del TUIR.
Il professionista, che tuttavia ha facoltà di addebitare al cliente in fattura, a titolo di rivalsa, un’aliquota pari al 4% dei compensi lordi resta sempre l’unico responsabile del pagamento. L’esercizio della rivalsa ha rilevanza solo nei rapporti fra il professionista ed il cliente, inoltre concorre alla formazione della base imponibile IRPEF e, di conseguenza, al calcolo dell’eventuale ritenuta d’acconto che verrà versata dal cliente.
Il contributo integrativo evidenziato in fattura dai professionisti con una propria Cassa di previdenza di categoria
Al di là di ogni considerazione possibile in merito all’operato del funzionario incaricato di svolgere il c.d. controllo formale della documentazione, permane lo stupore ed il rammarico determinato dal fatto che se la stessa Agenzia non vaglia attentamente il proprio operato è anche conseguenza delle numerose norme sulle quali si basa il sistema tributario italiano.
Ci si augura e si spera che con una semplice istanza di autotutela l’avviso bonario possa essere rettificato senza dover ricorrere contro l’avviso bonario (Cass. 28.72015 n. 15957, Cass. 28.11.2014 n. 25297, Cass. 11.5.2012, n. 7344; contra C.T.P. Milano 27.6.2017 n. 4378/16/17) e successivamente contro la cartella di pagamento.

 

Sezione:   Autore : S.M.Perego