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Data Titolo Sezione Autore
04/11/2015 Impatto contabile del Ddl di stabilità 2016 S.M.Perego
04/11/2015 Scade il 31.12.2015 l’accertamento sull’annualità 2010 S.M.Perego
04/11/2015 Omessa dichiarazione – trascorsi 90 giorni scatta il penale S.M.Perego
04/11/2015 I notai consigliano la vendita all’asta anche tra privati S.M.Perego
05/11/2015 La notifica di Equitalia solo con agente notificatore S.M.Perego
05/11/2015 L’assicurazione applica la ritenuta in acconto S.M.Perego
06/11/2015 A carico del contribuente l’esterovestizione S.M.Perego
06/11/2015 Esenti da IMU gli immobili invenduti delle imprese immobiliari S.M.Perego
06/11/2015 Ridotta l’IMU e TASI per i pensionati iscritti all’AIRE S.M.Perego
06/11/2015 Agevolazioni anche nel 2016 ai vecchi minimi S.M.Perego

Records 501 to 510 of 2397
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Titolo: I contributi INPS versati alla Gestione Separata erroneamente considerati contributi integrativi   Data : 30/07/2018
I contributi INPS versati alla Gestione Separata erroneamente considerati contributi integrativi
Da un controllo formale della dichiarazione “Unico PF 2016”, l’ufficio territoriale di Parma ha recuperato al contribuente i contributi versati all’INPS con codice tributo P10.
Con questo codice vengono versati esclusivamente i contributi dovuti a seguito dell’iscrizione alla gestione separata da parte di coloro che non sono iscritti ad albi o ordini.
Nei motivi delle rettifiche che hanno determinato la richiesta di pagamento si legge che l’INPS ha comunicato all’Agenzia delle Entrate che tali contributi sono da intendersi quali contributi integrativi.
Ora occorre verificare se effettivamente l’errata interpretazione sia da attribuire all’INPS oppure al funzionario dell’AdE che ha provveduto ad emettere il c.d. “avviso bonario” a seguito del controllo formale (art. 36-ter del DPR 600/73).
La L. 335/95 (art. 2, c. 26) ha previsto l’iscrizione alla Gestione Separata dei liberi professionisti titolari di Partita Iva, così come definiti ai sensi dell’art. 53, c. 1 del TUIR.
Il professionista, che tuttavia ha facoltà di addebitare al cliente in fattura, a titolo di rivalsa, un’aliquota pari al 4% dei compensi lordi resta sempre l’unico responsabile del pagamento. L’esercizio della rivalsa ha rilevanza solo nei rapporti fra il professionista ed il cliente, inoltre concorre alla formazione della base imponibile IRPEF e, di conseguenza, al calcolo dell’eventuale ritenuta d’acconto che verrà versata dal cliente.
Il contributo integrativo evidenziato in fattura dai professionisti con una propria Cassa di previdenza di categoria
Al di là di ogni considerazione possibile in merito all’operato del funzionario incaricato di svolgere il c.d. controllo formale della documentazione, permane lo stupore ed il rammarico determinato dal fatto che se la stessa Agenzia non vaglia attentamente il proprio operato è anche conseguenza delle numerose norme sulle quali si basa il sistema tributario italiano.
Ci si augura e si spera che con una semplice istanza di autotutela l’avviso bonario possa essere rettificato senza dover ricorrere contro l’avviso bonario (Cass. 28.72015 n. 15957, Cass. 28.11.2014 n. 25297, Cass. 11.5.2012, n. 7344; contra C.T.P. Milano 27.6.2017 n. 4378/16/17) e successivamente contro la cartella di pagamento.

 

Sezione:   Autore : S.M.Perego